Nasce un giovane scrittore negli Stati Uniti, il suo libro è davvero buono e trova in breve una delle tante case editrici disposte a pubblicarlo su ampia scala. Il libro in questione riceve numerose recensioni positive, prima dai lettori e poi dalla critica e si pensa subito di lanciarlo tradotto anche all’estero. Le lingue in cui il romanzo viene scritto aumentano senza sosta e ben presto diviene noto in gran parte del mondo. Allora un facoltoso produttore si sente da esso ispirato e decide di trarne un film. Il giovane scrittore, infine, ha di che vivere per sé e per la sua discendenza per generazioni. FINE.

Nasce un giovane scrittore in Italia, il suo libro è altrettano buono ma le grandi case editrici del pese sono diffidenti, come sempre quando c’è da investire su qualcosa di incerto.
1. Caso:
il giovane è costretto a rivolgersi ad una casa editrice di scarsa importanza che non è in grado di distribuire la sua opera fuori dalla regione, destinando così il romanzo all’oblio. FINE.
2. Caso:
passano i mesi e finalmente una casa editrice si degna di rispondere comunicandogli il suo interesse per il libro.
Dunque esso viene distribito in tutto il paese, sebbene con scarsa pubblicizzazione alle spalle, ma la gente è titubante: i libri costano troppo di questi tempi e spesso – questo è il parere dell’italiano medio – quelli stranieri sono prodotti migliori. E qui già molti passano oltre, senza nemmeno leggere la trama sul risvolto di copertina o addirittura sul retro del romanzo. I “coraggiosi” che lo aquistano, comunque partono spesso prevenuti verso uno scrittore tanto vicino a loro da poter essere disprezzato.
1. Caso:
il romanzo in questione non si diffonde oltre la cerchia ristretta di quei coraggiosi limitandosi ad essere, sì l’orgoglio del giovane scrittore e della sua famiglia, ma nient’altro. FINE.
2. Caso (raro, raro ma raro):
dopo anni ed anni di vendite a gonfie vele, un facoltoso produttore straniero decide che un film tratto dal libro in questione potrebbe essere vantaggioso, così ne acquista i diritti. Passano altri anni e cominciano le riprese, affidate ad un regista sconosciuto che ha a disposizione un budget irrisorio. Cosa può venirne fuori? FINE.
Da Progetto Lettura

Inserito da: Nicolò Govoni | 26 Febbraio 2009

Perché i giovanissimi scrivono fantasy? Fenomenologia di un genere

L’ispirazione di questo articolo proviene da una discussione del fourm iniziata da Sommobuta (che ringrazio vivamente per lo spunto).

Andando in una qualsiasi libreria vi accorgerete del numero sempre maggiore di autori “ragazzi”. E soprattutto noterete il genere dei libri in questione: fantasy.
La domanda sorge quindi spontanea. Perché proprio fantasy?
Perché è semplice.
Niente di più sbagliato. Ciò è quello che molti ritengono, ciò è l’apparenza. Ma scrivere un romanzo fantasy è facile quando lo è scrivere un romanzo storico. Cioè mai? No, non mai. Anche scrivere uno storico può diventare semplice, basta buttar giù due eserciti che si scagliano l’uno contro l’altro alla cieca, come mandrie di buoi, con una donna come generale che si scaglia contro i nemici decapitandone dieci con un unico colpo. Oppure un romanzo in cui Giulio Cesare viene fucilato. Perché no? A questo punto diventa facile scrivere qualsisasi cosa. Ma certamente non bisogna poi aspettarsi di poter essere orgogliosi del proprio lavoro, né che venga pubblicato e quindi condiviso da altri (che è la finalità di ogni scrittore, penso).
Dunque mi correggo: scirvere un romanzo può essere semplice, scrivere un buon romanzo non lo è mai.

Ma la convinzione persiste, “il fantasy è roba facile”, e per questo ci troviamo assediati di libri e libri probabilmente concepiti durante un caliginoso momento di una lezione particolarmente noiosa (fin qui non c’è nulla di male), destinati poi ad ingrandirsi e a crescere, ma con la medesima, scarsa attenzione prestata in quella prima ora tra i banchi di scuola, le chiacchere dei compagni e la voce dell’insegnante, tanto che spesso questi romanzi sembrano stati pubblicati dimenticando la dovuta revisione, nonché ricalcati dai precedenti pilastri del genere.

Quello che io spero ardentemente è che ciò che sto componendo ora sia diverso da tutto questo, spero lo troverete coinvolgente e originale proprio come suona nella mia testa, e non solo la solita variazione della medesima nenia. Spero di potervi regalare un’esperienza tanto vivida ed eccitante così come la mia mente me la dipinge senza sosta, che io sia a casa o a scuola, a letto o fuori con gli amici. Il desiderio di completare il mio romanzo c’è, sempre. Il desiderio di poter condividere con il mondo la mia creazione.
E vi mentirei se dicessi che non vi è almeno una punta di presunzione nelle mie parole, vi mentirei perchè la presunzione c’è, e c’è perché questo libro è diventato la mia vita, il mio paradiso oltre la gli affanni della scuola e dell’adolescenza che, a confronto, appaiono tanto… terreni.

Inserito da: Nicolò Govoni | 18 Febbraio 2009

Progressi Libro

La stesura continua! :D

  • Pagine: 192
  • Capitoli: 12
Inserito da: Nicolò Govoni | 17 Febbraio 2009

Progressi Libro

E tutto si tinse di rosa.

Questa è la seconda scena romantica che narro nel mio libro. L’intensità della scena che credo di aver creato mi ha fatto venire i brividi lungo la schiena. Spero che piacerà a voi come sta piacendo a me ora.

  • Pagine: 184
  • Capitoli: 12
Inserito da: Nicolò Govoni | 13 Febbraio 2009

Progressi Libro

Oggi mi sentivo proprio in vena!

  • Pagine: 176
  • Capitoli: 11
Inserito da: Nicolò Govoni | 12 Febbraio 2009

Progressi Libro

Si entra pian piano nel fulcro del primo volume!

  • Pagine: 168
  • Capitoli: 11
Inserito da: Nicolò Govoni | 11 Febbraio 2009

Fringe, l’X-Files del nuovo millennio: un capolavoro tra pianto e riso

Fringe Logo
Esistono davvero poche serie meritevoli al mondo. E il fatto peggiore è che la maggior parte delle persone stenta a riconoscerle. Prendiamo Lost, per esempio: la maggior parte dei telespettatori non vuole che il serial in questione lo impegni troppo a livello cerebrale, quindi reputa Lost troppo complicato e passa oltre, lanciandosi su serie come Dt. House o CSI (che la fanno da padrone, soprattutto qui in Italia). E così facendo si perdono il meglio. Per pigrizia? Forse.

Quel che conta, però, è che privano loro stessi di un’esperienza unica e difficilmente ripetibile. Irripetibile perché, come ho detto poco sopra, il numero di serie tv degne di nota è esiguo. Ed è forse anche per questo che quanto ti imbatti in una la riconosci per forza. Senza ombra di dubbio, senza indugio, te ne rendi conto.

Esattamente.

Perché, sì, fin dal momento in cui ho visto l’occhio di Jack Shepard spalancarsi di colpo e l’inquadratura spaziare su quella giungla straripante di misteri, ho capito cosa mi aspettava, ho capito di aver davanti anni di attesa logorante e struggente, di conte alla rovescia lunghe ben sette giorni a separare una puntata da quella successiva, di lezioni perdute a formulare ipotesi assurde per rendere più comprensibili i misteri dell’isola.

Grazie. Grazie Abrams. Dannazione, grazie, grazie, grazie Abrams. E’ dalla prima stagione di Lost che desidero incontrarne il creatore per ringraziarlo del dono che ci ha fatto.

Dono? …esagero? Forse. O forse no.

Ma ciò di cui voglio parlarvi oggi non è Lost. E’ sempre frutto della mente geniale di JJ Abrams, ma non è Lost. Il suo nome è Fringe, una nuova serie tv che narra di una branca del FBI (il cui nome è appunto “Fringe”) incaricata di risolvere casi di omicidi (spesso ma non sempre) a sfondo sovrannaturale. Molti l’hanno definito l’X-Files del nuovo millennio. A me, personalmente, non è mai piaciuto troppo X-Files, né il genere, ma quando ho saputo la notizia, non ho potuto fare a meno di costringermi a vedere qualche puntata di questo nuovo telefilm.

Dopo le prime due puntate a dir poco entusiasmanti, sono seguiti ben quattro episodi piuttosto fiacchi e scollegati (la caratteristica che odio principalmente nei serial quali Dottor House e CSI) che mi hanno fatto temere che l’intera serie fosse un fiasco alla Cloverfield. E invece no. Alla sesta puntata Fringe pare risorgere dalle ceneri, e brillare e svavillare più di prima, rivelandosi per il capolavoro che è in realtà. L’anima, lo “schema” del telefilm si rivela in tutta la sua complessa bellezza, e i personaggi cominciano a delinearsi sempre più marcatamente lasciando intravedere uno spessore davvero notevole.

Ma ciò non basta a rendere una serie un capolavoro: ci vuole di più.

Un qualcosa d’altro.

Quel qualcosa che avviluppa il cuore e la mente del telespettatore, lo rapisce e lo trascina quasi a forza all’intenro, legandolo con tale decisione da farlo ansimare nei momenti di tensione, farlo commuovere nelle scene più intense. E infine quel gusto dolceamaro che soggiunge in bocca al concludersi di un caso, quell’indecisione tra pianto e riso susciata dal risolversi di un quesito che, però, ne aggiunge altri dieci.

Questo è Fringe.

Inserito da: Nicolò Govoni | 6 Febbraio 2009

Progressi libro

Spronato dalla sublime grafica del forum (c’è da ringraziare Angela91), mi sono concentrato maggiormente anche sulla scrittura del romanzo!

  • Pagine: 164
  • Capitoli: 11
Inserito da: Nicolò Govoni | 6 Febbraio 2009

Inauguriamo il forum!!!

Sono lieto di annunciarvi che da oggi, solo dopo il sudore della fronte di molti staffer che hanno contribuito, è ufficialmente aperto il forum che ospiterà la sezione ufficiale dedicata alla mia saga fantasy! Sono davvero emozionatissimo e spero che in molti veniate a farci visita! Vi ringrazio ancora una volta della vostra attenzione!!!

Forum: Progetto Lettura

Logo Progetto Lettura

Inserito da: Nicolò Govoni | 5 Febbraio 2009

Forum in cantiere

Stiamo lavorando duramente sul forum. Sì, stiamo. Io e altri quattro staffer ci stiamo occupando di questo progetto che, tra le altre cose, parlerà della mia saga fantasy.
Posso solo dirvi: presto. Molto presto.

E se voi mi chiedeste: “Perchè fai il misterioso anche per quanto riguarda un forum!?”
Io risponderei con semplicità:

Nella mia vita non ci sono segreti. Solo verità nascoste.

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